Il Parlamento europeo ha approvato giovedì 18 giugno una mozione sulla direttiva UWWTD (Urban Waste Water Treatment Directive) che chiede la sospensione immediata del regime di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) e dell’obbligo di trattamento quaternario, oltre a una nuova valutazione d’impatto indipendente entro il 2026, con il coinvolgimento dell’Agenzia europea dei medicinali (EMA) e del Comitato per i medicinali per uso umano.
La decisione segue l’appello del Consiglio EPSCO (Employment, Social Policy, Health and Consumer Affairs Council) della Ue, dove 17 Stati membri hanno chiesto alla Commissione europea ulteriori evidenze sull’impatto delle misure sull’accesso ai farmaci. Un segnale politico che evidenzia le preoccupazioni crescenti sul possibile impatto dell’EPR sulla sicurezza delle forniture.
La posizione di Egualia
Egualia, associazione che rappresenta in Italia le aziende produttrici di farmaci equivalenti e biosimilari, ha accolto positivamente il pronunciamento del Parlamento europeo, definendolo un segnale di attenzione alle criticità evidenziate da Stati membri, autorità sanitarie e industria farmaceutica.
“La decisione assunta oggi dal Parlamento europeo – ha sottolineato Riccardo Zagaria, presidente di Egualia – riconosce la necessità di approfondire con rigore scientifico e con il coinvolgimento delle autorità sanitarie gli effetti della direttiva sulla disponibilità e sull’accessibilità dei medicinali. La transizione ambientale è un obiettivo che il settore farmaceutico condivide pienamente, ma deve essere perseguita attraverso misure proporzionate, basate su evidenze solide e compatibili con la continuità delle cure. È fondamentale individuare soluzioni che consentano di raggiungere gli obiettivi ambientali senza compromettere la disponibilità dei medicinali e la sostenibilità dei sistemi sanitari nazionali.”
Egualia ha inoltre espresso apprezzamento per il ruolo del Governo italiano e dei ministri della Salute Orazio Schillaci e dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, che hanno sostenuto la richiesta di revisione del sistema.
Nel corso del Consiglio EPSCO del 17 giugno, il ministro Schillaci ha ribadito le preoccupazioni italiane su un sistema EPR che, in assenza di adeguata base scientifica, rischia di generare costi sproporzionati per il settore farmaceutico e impatti sulla disponibilità dei medicinali. Ha inoltre chiesto uno studio indipendente e trasparente sugli effetti della direttiva su accesso, sostenibilità e sistemi sanitari.
Secondo Egualia, il voto del Parlamento europeo e la posizione italiana convergono sulla necessità di un approccio equilibrato, basato su evidenze scientifiche e proporzionalità, in grado di conciliare obiettivi ambientali e sicurezza delle forniture farmaceutiche in Europa.